sabato 19 novembre 2016

Sweet November

Novembre è un mese che non non mi è mai piaciuto gran che: fa buio presto, cominciano quei fine settimana piovosi in cui non si sa che fare, e di solito con l'abbassamento delle temperature le mie difese immunitarie vanno in vacanza e mi abbandonano alla mercè di raffreddori e influenze varie. 
Quest'anno però gli voglio un pò bene, a questo Novembre.
Avete presente quei periodi della vita in cui vi ritrovate a pensare:" Questi momenti me li ricorderò per sempre come i più felici della mia vita?"
A me a volte capita.
E questo Autunno è stato proprio così.
A cominciare dalle mattine in cui esco di casa accompagnata dalla manina di Cesare che mi fa ciao dalla finestra, facendomi partire già col sorriso sulle labbra e il cuore gonfio di felicità e tenerezza. 
Poi percorro il mio tragitto in macchina, quaranta minuti di una strada poco trafficata, che mi porta ad attraversare una zona periferica della città e poi un paesino che collega la città dove viviamo con quella dove lavoro. Vado piano, perchè è piena di curve e un pò dissestata, ma intanto ascolto la radio e guardo il panorama, la città che si risveglia e la campagna invernale tutto intorno. 
Poi ci sono le sei ore di lavoro, sette contando anche il pranzo. Per fortuna passano veloci, il lavoro mi assorbe completamente, non chiacchiero quasi mai, sto concentrata sul mio computer e in men che non si dica arriva l'ora di uscire, anche se capita spesso di dover fare più tardi e le sei ore diventano sei e mezzo o sette..ma se è necessario rimango, anche per rispetto delle mie colleghe che fanno tutte otto ore e che a volte risolvono qualche mio problema quando non ci sono.
Al ritorno vado più veloce, perchè non vedo l'ora di arrivare dal mio piccolo, mi sento come un'innamorata che va all'appuntamento col suo Amore, è buffo ma è proprio così, sento la sua mancanza tutto il giorno e mentre guido penso a come mi saluterà  e a quello che faremo una volta arrivata a casa.
Con il ritorno all'ora solare adesso la sera non possiamo più uscire: arrivo a casa verso le cinque e fa subito buio. Però ci divertiamo lo stesso in casa: giochiamo, leggiamo i libri sul divano e poi arriva il momento del bagnetto e della cena. Con lui ritrovo il ritmo lento che avevo prima di tornare a lavorare, e mi ci adeguo subito, perchè fa bene alla mente e al cuore.
Se c'è Carl facciamo qualcosa tutti insieme, a volte semplicemente la spesa al supermercato (anche per quella non c'è mai tempo), e almeno una volta a settimana cerco di portare Cesare a giocare  a casa di qualche amichetto, o invito gli amichetti da noi.
Ho anche preso l'impegno, dopo tanta riflessione, di seguire un corso di acquagym alla piscina comunale. Ho acquistato gli ingressi, così posso usarli quando posso, e ci vado subito dopo il lavoro, visto che la piscina è di strada. In realtà non sono molto costante, fino ad ora sono riuscita ad andarci solo una volta ogni due settimane...ma più di così non riesco a fare!!!
La sera per fortuna Cesare ha sonno presto, e una volta messo a letto riesco a fare parecchie cose, mi occupo di preparare il pranzo per il giorno dopo, scrivo il messaggio per la baby sitter, sistemo un pò casa. Poi arriva Carl e se non è troppo tardi riusciamo a fare due chiacchiere prima di dormire, anche se a volte crollo prima.
Non è una vita perfetta, lo so.
Mi perdo tanto della crescita di Cesare.
Sono consapevole che la maggior parte della giornata la passa lontano da me, e che spesso i suoi progressi sono notati prima dalla baby sitter o dai nonni, e se ci penso mi sento una stretta allo stomaco. 
Non posso fare di meglio, è il miglior compromesso che ho trovato, per il momento, e mi sembra un buon equilibrio tra le varie necessità.
Una volta scrissi di Felicità Imperfetta, di cui avevo letto in un libro che avevo amato molto.
Eravamo Cercatori, era un altro periodo, un'altra vita. Era faticosa, la nostra Felicità Imperfetta di allora. 
Questo Novembre è molto più leggero.
E' un miscuglio di malinconia e gioia, di soddisfazione e mancanza....la felicità fa da sfondo, perchè la nostra vita Dopo Cesare ne sarà sempre piena, pur con le sue inevitabili e naturali imperfezioni....
Questo Novembre me lo ricorderò così, come un periodo sereno e dolce della nostra vita. 

sabato 15 ottobre 2016

Autunno caldo: vita da mamma lavoratrice

Questo mese di assenza dal blog è volato!
Avrei voluto scrivere prima, ma se la vita da Mamma è impegnativa, quella da Mamma lavoratrice lo è mille volte di più....
Parto dalla fine, raccontandovi per prima cosa che ieri, dopo ben due anni e un mese di assenza, sono tornate a farmi visita LE ROSSE!!!!
Due settimane fa sono andata a fare un controllo dal Super-gine, un pò perchè volevo sapere se Qui Dentro era tutto a posto, un pò perchè mi mancava ed ero curiosa di vedere il suo nuovo studio! :)
Ancora una volta mi trovo a dire che il mio adorato Gine non sbaglia un colpo: il suo responso è stato che le mie ovaie si erano svegliate, che l'avvisaglia che avevo avuto a luglio era un segnale di questo "movimento" (ricordate quelle perdite?) e che secondo lui dopo due settimane avrei avuto le mestruazioni, dato che c'era un follicolo bello grosso. Mi ha rassicurata dicendo che la mia situazione interna è ideale, che non c'è l'ombra dell'Amica Endometriosi e quindi non avrei avuto un ciclo doloroso.
E incredibile ma vero, ieri, esattamente dopo quindici giorni, è arrivato il ciclo.
Nessun dolore, solo un lievissimo fastidio. Mi sembra quasi un sogno....!!!!
E così eccomi tornata nel mondo delle potenziali Cercatrici, del quale però come vi ho già scritto non voglio mai più far parte.
Con Carl abbiamo deciso che continueremo a non usare precauzioni, ovviamente, perchè desideriamo un altro bambino, ma che non metteremo in atto nessuna Ricerca.
Anche perchè, se già la Ricerca è faticosa e stressante quando non si hanno figli, diventa una follia se se ne ha già uno: io e Carl non abbiamo quasi tempo di parlare, e i nostri pochissimi "incontri ravvicinati" avvengono se e quando ne abbiamo la rara occasione....altro che rapporti mirati!!!! 
Archiviato l'argomento, passo a raccontarvi del nostro Cicciolo, è troppo tempo che non vi parlo di lui!
Ora ha sedici mesi, e nell'ultimo periodo è cambiato tantissimo. Fisicamente, perchè si è allungato tanto e ha smesso di ingrassare come un porcellino..ma soprattutto caratterialmente, dato che ha fatto incredibili progressi.
Dal punto di vista del movimento ormai cammina e corre benissimo, sa andare sullo scivolo, arrampicarsi, mangiare da solo (con il cucchiaino e la forchettina, ma dopo un pò si stufa e passa alle mani, più pratiche!), fare ciao, e dare i baci; gli piace fare lunghe camminate per mano con mamma e papà e portare al guinzaglio Trovatello, se lui è d'accordo.
Poi da un paio di mesi ha iniziato a sperimentare il linguaggio: ora tenta di imitare i suoni che sente da noi e utilizza un pò di parole molto molto basiche (mamma, papà, pappa, nanna, nonno/a, cacca, NO e pochissime volte ).
Capisce tutto quello che gli diciamo e si regola di conseguenza, è abbastanza ubbidiente, anche se ancora prende delle fisse tremende che non gli passano finchè non interveniamo noi.
Quella per i palloni per fortuna è un pò diminuita, ma ora è stata sostituita con quella delle chiavi: le vuole tenere lui e passerebbe ore alla porta cercando di infilarle nella serratura (ancora senza riuscirci).
Un pò aspettiamo, cerchiamo di farlo ragionare ("Cesare, mamma è stanca, vuole entrare in casa, è tardi, dobbiamo preparare la pappa, eccetera eccetera..." ) poi perdiamo la pazienza, apriamo noi la porta e lo trasportiamo dentro....e ovviamente sono urli e proteste. 
E' un tipo deciso il nostro cicciolo...da quando ha imparato a dire NO squotendo vigorosamente la testa dice no a tutto, anche a quello a cui vorrebbe dire si...è una vera soddisfazione per lui!
E' un grande imitatore e adora fare quello che facciamo noi: soprattutto pulire, in questo periodo. Prende la scopa almeno quattro cinque volte al giorno e la passa in tutti gli angoli più stretti di casa, poi prende la spugnetta e pulisce per terra, poi strappa la carta igenica e pulisce il bagno! Spero che continui a piacergli così anche in futuro, almeno non protesterà quando gli chiederemo di darci una mano!!!
Il distacco da me è andato meglio del previsto: ora che è passato un mese posso dire che mi sembra sereno: la mattina mi fa ciao e mi manda i baci, ma non piange, e anche quando torno mi corre incontro tutto contento (e quello è il momento più bello della giornata, solo per quel momento vale la pena vivere!!!!) e mi abbraccia. Ovviamente vuole subito il latte, ma poi torna a giocare tranquillo e contento. Non c'è stata nessuna crisi nè pianti senza motivo, come invece era successo a marzo, quindi sono proprio felice.
Con la Tata Fotografa va a meraviglia, le vuole bene e ci sta volentieri, e anche questo pensiero mi fa andare via tranquilla la mattina.
Il prossimo passo sarà smettere con l'allattamento, con calma, ma è arrivato il momento. 
Non mi metto fretta nè scadenze, tanto è una cosa che riguarda noi e nessun altro, non ci sono regole, e voglio vivere anche questo passaggio con serenità. Ho già diminuito parecchio con il ritorno a lavoro, e nei prossimi mesi cercherò di toglierlo gradualmente e senza forzature, come ho fatto finora per ogni aspetto della crescita di Cesare.
E il lavoro?
Dunque, è faticoso. Ho imparato il programma di cad che usano le altre modelliste, e nonostante le mie resistenze iniziali (i primi giorni pensavo che non ce l'avrei mai fatta e tornavo a casa con il mal di testa e l'umore sotto i piedi) adesso lo uso abbastanza bene e sono operativa come le altre.
Non posso dire che mi piaccia: mi mancano le forbici, la carta, la matita..mi manca l'aspetto artigianale del mio lavoro, la sensazione di dare vita con le mie mani a qualcosa di concreto e tangibile, e mi sembra di impazzire con tutte quelle linee, quei puntini, quei numeri sullo schermo. Dopo le mie sei ore di lavoro ho gli occhi stanchi, il cervello che fuma e le spalle contratte. E poi c'è il fattore stress: qui ogni modellista è responsabile del suo modello, dall'inizio alla fine, e il ritmo è molto veloce, molto più di quello a cui ero abituata. E io devo fare il mio lavoro in sei ore, per dimostrare di non essere da meno delle altre che ne fanno otto.
Nella mia vecchia azienda controllavamo i modelli almeno cinque o sei volte prima di mandarli in produzione: era noioso, ma si evitavano errori e si stava molto attenti alla qualità. Qui invece dopo la prima prova, non si controlla più niente: se nel fare le modifiche richieste dallo stilista faccio qualche errore, non se ne accorge nessuno finchè i capi non sono nei negozi......e se l'errore è grave sono guai. 
Questa cattiva organizzazione, unita alla mia inesperienza nell'uso del programma, all'inizio mi ha causato molta agitazione: mi svegliavo la notte pensando di aver sbagliato, sognavo i numeri, i centimetri, i millimetri, i più, i meno, le virgole...
Ora va un pò meglio, nel senso che mi sono rassegnata.
Ho deciso che dato che non si tratta di vite umane, e che è impossibile non sbagliare mai, allora come va va.
Io faccio del mio meglio, se sbaglierò mi prenderò le conseguenze, ma non posso certo rovinarmi la salute per il lavoro. In fondo ho un contratto di sei mesi, a marzo si vedrà.
A cuor leggero, lo prendo come un'occasione per imparare  (e sto veramente imparando tanto) e per mettermi alla prova. Una sfida per sviluppare coraggio (e io sono una fifona) e per assumermi delle responsabilità.
E poi ci sono anche dei lati positivi: le colleghe sono molto gentili e mi stanno aiutando tanto, la presenza della mia ex capa (ora grande capa) mi tranquillizza e il nostro rapporto si è ulteriormente approfondito, e infine l'orario, che mi permette di avere una bella fetta di pomeriggio da passare con il mio cucciolo.
Arrivo quando lui si è svegliato dal sonnellino, facciamo merenda e se è bel tempo usciamo un pò e andiamo ai giardini. Poi torniamo, gli faccio il bagnetto, mangiamo insieme, giochiamo ancora un pò e poi a nanna, dato che Cesare crolla prestissimo, verso le 20:30/21 già ronfa. 
A quel punto entro in modalità "Super Mamma Tuttofare" e mi metto a pulire la cucina, preparare il pranzo e la cena per il giorno dopo, piegare i panni, pulire il bagno...insomma, quello che c'è da fare in una casa. E' una faticaccia, ma da qualche parte tiro fuori delle risorse che non credevo di avere, e in un modo o nell'altro ce la faccio, grazie anche all'aiuto di Carl. Che poi non siamo dei perfettini, cerchiamo di fare giusto l'essenziale in casa e di dedicare più tempo possibile alle cose che contano, cioè a Cesare e a NOI.
In effetti quello che ne risente maggiormente è il nostro rapporto a due, che quasi non esiste più. Soprattutto le settimane in cui Carl fa il turno di sera ci vediamo solo una mezz'oretta la mattina prima che io esca. 
Per adesso reggiamo bene, cerchiamo di rifarci nei fine settimana, e comunque nessuno di noi due si illudeva di poter continuare a fare i "fidanzatini" anche dopo la nascita di un figlio.
Non lo volevamo nemmeno. Siamo cambiati tanto, la nostra vita è cambiata, ma ci piace di più così.
Decisamente.

domenica 11 settembre 2016

Scorta di felicità

Ho così tante cose da raccontarvi che ho il cervello vuoto e non so da dove cominciare. 
Non che sia successo niente di sconvolgente in queste settimane, ma sono successe TANTE piccole cose, che viste tutte insieme mi sembrano impossibili da raccontare in un solo post.
Da quando c'è Cesare la nostra vita è un pò sempre così: un'ora sembra durare un giorno, un giorno sembra lungo una settimana, le settimane sembrano mesi per quanto sono piene di emozioni.
Il tempo con un bambino piccolo si dilata, non segue più l'orologio e mentre il resto del mondo continua a andare col suo ritmo tu ti perdi e non riesci più ad adeguarti. E forse nemmeno vuoi.
Comunque ci provo, a riassumervi in poche parole queste settimane di fine estate.
I giorni intorno a Ferragosto li abbiamo passati con mia mamma in montagna, solo io e Cesare (Carl lavorava). E' stato faticoso per molti versi (mia mamma non era molto in forma fisicamente, e la casa era piena di scale e pericoli quindi non molto adatta ad un bambino vivacissimo di un anno), ma ci siamo divertiti e abbiamo fatto tante esperienze importanti: ogni sera ammiravamo il cielo stellato e la luna dal balcone di casa, facevamo colazione fuori ogni mattina, abbiamo conosciuto tantissimi bambini nei vari giardinetti del paese, visto i cavalli e le pecore, fatto un giro sul trenino e, infine, preso il nostro primo virus intestinale.
Già.
La notte di Ferragosto l'abbiamo passata con Cesare che vomitava, poi sono seguiti diarrea e febbre, e la cosa peggiore è stata che dopo di lui il virus ha colpito anche me e mia mamma.
Ho scoperto che c'è una cosa peggiore di un bambino con il virus intestinale: prendertelo te quando lui è guarito (e quindi bello arzillo e pieno di voglia di fare...).
Ma non è finita qui: siamo tornati in Toscana, e lì il temibile virus lo abbiamo passato nell'ordine a Carl, agli altri nonni e alla baby sitter!!!!!! Non ne uscivamo più!!!
Mentre noi combattevamo con questi problemini di salute è arrivato il terremoto, e mia mamma a Roma l'ha sentito bello forte e si è spaventata un bel pò. Per fortuna non eravamo più nella casetta in montagna, dove si sarebbe sentito ancora di più.
Poi ci siamo rimessi in sesto, giusto in tempo per la partenza per l'Albania, la prima settimana di settembre.
Eravamo emozionatissimi per il primo volo in aereo di Cesare, e anche un pò preoccupati...nei giorni precedenti gli avevamo spiegato più volte che avremmo preso l'aereo "come Pimpa" (nel suo libretto preferito Pimpa vola con un razzo e va a trovare la Luna!) e gli facevamo il segno dell'aereo che vola con la mano e il rumore, nella speranza di farlo abituare all'idea...non so se è stato quello, comunque Cesare non ha avuto paura e si è molto divertito!
Alla partenza il volo aveva tre ore di ritardo, quindi abbiamo potuto fare l'esperienza di una bella attesa in aereoporto con Cesare, che devo dire si è comportato anche troppo bene, vista la mancanza di qualsiasi diversivo! Per fortuna avevamo portato una pallina, e lui e Carl hanno ingannato l'attesa giocando a calcio davanti ai duty-free! 
Una volta a bordo, stanchi morti noi e super-elettrizzato lui, le hostess lo hanno legato con una cintura alla mia cintura e quindi l'ho tenuto sulle mie ginocchia. Ha guardato fuori dal finestrino durante il decollo ridendo tutto contento, poi ha preso un pò di latte e poi ha giocato con il tavolinetto del sedile di fronte.
Per fortuna il volo durava solo un'ora e mezza, credo che sia il tempo massimo per un bambino dell'età di Cesare, di più non avremmo saputo proprio come intrattenerlo!
La vacanza è andata benissimo. I nonni erano pazzi di felicità di potersi godere il nipotino che non vedevano da un bel pò (passano lì tutta l'estate) e io e Carl ci siamo veramente potuti riposare: abbiamo fatto qualche bagno insieme solo io e lui, per esempio, cosa che non ci capitava da prima della sua nascita.
Cesare si è divertito tanto, ha preso confidenza con l'acqua (nella vacanza fatta a luglio era un pò diffidente e non si avvicinava volentieri alle onde), ha giocato tanto con secchielli e formine, e ovviamente con l'onnipresente pallone (ancora non ci siamo liberati da questa ossessione...). Abbiamo tutti e tre mangiato tantissimo nei numerosi pranzi e cene organizzati per festeggiare la presenza di Cesare, e così abbiamo ripreso il peso perso per colpa del virus!
Io sono stata felicissima di poter salutare degnamente questa estate fantastica che come ho già scritto mi è stata proprio "regalata" dal destino...un'estate tutta per NOI, che abbiamo passato nel modo migliore possibile, all'aria aperta, con i nostri familiari, e soprattutto stando tanto tempo insieme!
Fatta la "scorta di felicità" ecco che mi aspettava il NUOVO LAVORO.
Ho iniziato mercoledì scorso.
Le mie prime impressioni sono positive, almeno per quanto riguarda le colleghe: siamo in sei modelliste, alcune più anziane e altre della mia età, molte con famiglia, ma in ogni caso mi sembrano tutte persone molto gentili, disponibili, semplici e senza la puzza sotto il naso.
Ho trovato ad aspettarmi una scrivania vuota col computer, posizionata all'interno di una fila di scrivanie tutte uguali, in un'open space dove si trovano anche le macchine da cucire e dei tavoloni per il taglio. Oltre alle modelliste c'è una signora che cuce e poi la mia ex-capa, che qui è diventata "grande capa", cioè supervisiona il lavoro di tutte e fa da tramite con gli stilisti.
La ditta è molto più piccola della mia precedente, che era una multinazionale, e il lavoro sembra un pò caotico, molto veloce e mi sembra anche che non ci sia grande attenzione alla qualità.
Però è una ditta che sta crescendo, e quindi i titolari vogliono investire per migliorare e riorganizzarsi meglio, e questo è positivo.
E ora il tasto dolente: il lavoro è tutto al computer, mentre io ero abituata a lavorare a mano, con matita, squadra e forbici. La ditta mi dà la possibilità di fare un corso (pagato da loro) per imparare il programma di cad che usano, e con il quale lavorerò, e questa è sicuramente una grande opportunità.
E' un grandissimo cambiamento per me, e non so se mi piacerà.
Mi spaventa un pò, ma voglio sfidarmi e impegnarmi per far si che questo lavoro sia "il Mio Nuovo Lavoro".
In modo che anche il fatto di dover stare tante ore lontana dal mio Cicciolo non mi pesi troppo. 
Voglio starci volentieri, a lavoro, voglio che non sia solo per guadagnarmi lo stipendio.
Ci proverò e mi impegnerò.
Con la Tata Fotografa sembra andare tutto bene. 
Cesare sembra sereno, anche se siamo tornati in modalità "tetta forever" (cioè la chiede in continuazione nelle ore in cui sto con lui)...ma credo che sia un pò fisiologico, e cerco di assecondarlo. 
A togliere la tetta ci penseremo quando questa fase di assestamento sarà passata.
Ieri era il nostro Anniversario di matrimonio e nonostante fossimo stanchi e con poca energia mentale e fisica abbiamo deciso di festeggiare un pò. 
Abbiamo organizzato di andare il pomeriggio a passeggiare nella città in cui io e Carl ci siamo conosciuti e poi a cena al ristorante greco. 
Ovviamente non da soli, ma in tre. 
Non ce la sentivamo di lasciare Cesare coi nonni proprio nella settimana del mio rientro a lavoro e quindi del nostro distacco dopo mesi di "simbiosi". 
E' stato un Anniversario poco romantico, per niente rilassante, ma alla fine non è andato male.
Alle 20:30 avevamo già finito di mangiare e portavamo per mano il nostro Scimmiotto che non voleva saperne di stare nel passeggino e voleva per forza stare in mezzo a noi due e camminare come un grande.
Mentre tornavamo alla macchina ho guadato le nostre ombre sul muro del palazzo accanto: noi due lunghi lunghi e un piccoletto al centro.....e ho pensato ancora una volta, come mi succede quasi ogni giorno...
......................: "GRAZIE."

mercoledì 10 agosto 2016

Inserimento seconda puntata

Domani si riparte, per un altro pezzettino delle nostre lunghe vacanze di quest'estate. Io e Cesare riprenderemo il treno (ormai siamo degli abituè) e andremo a passare qualche giorno in montagna con la nonna (mia mamma).
Andiamo a stare nella stessa casetta dell'anno scorso, solo che quest'anno Cesare cammina, e non so come andrà con tutte quelle scale, scalette, discese ripide, gradini, eccetera. Però ci sarà aria buona e fresca, e questa è la cosa più importante.
Nel frattempo ci stiamo dando da fare per la missione "Inserimento nuova baby sitter", che va portata a termine prima di settembre. Come vi avevo scritto la nostra Tata aveva trovato un altro lavoro, e così abbiamo ricontattato la Tata Fotografa, che per fortuna era disponibile. 
La Tata Fotografa è una ragazza di venticinque anni con una storia familiare faticosa e impegnativa.
La conosco da parecchi anni perchè pratica anche lei il nostro buddismo e l'ho sempre apprezzata per la sua maturità e la sua saggezza. Mi ha ispirato tanta fiducia fin dal primo incontro, e anche Cesare deve aver avuto la stessa impressione, perchè non ha avuto difficoltà a darle confidenza e ad andarle in braccio quasi subito. Mi piace molto come si comporta con lui, è dolcissima e calma, si diverte insieme a lui e lo tratta come un grande. 
Abbiamo stabilito la stessa cifra che davamo alla prima tata, e in questo mese di agosto sta venendo a ore per far abituare Cesare gradualmente a stare con lei.
Devo dire che questo nuovo inserimento lo sto vivendo in modo più tranquillo e rilassato del precedente: sia perchè ormai avevamo rotto il ghiaccio, sia perchè Cesare è più grande ed è molto più semplice stare con lui di quanto non fosse quando aveva sette mesi. 
La difficoltà piuttosto è che in questo mese abbiamo tante interruzioni dovute alle vacanze, quindi non è possibile fare un inserimento continuativo come avevamo fatto nel mese di gennaio con l'altra tata. Abbiamo iniziato la prima settimana di agosto, in cui non li ho lasciati mai da soli, poi questa settimana in cui li ho lasciati prima un'oretta e poi diverse ore, anche per il pranzo; poi ci sarà una settimana di stacco, un'altra settimana in cui lei potrà venire e stare le giornate piene, poi di nuovo una settimana di stacco e infine sarà settembre e bisognerà iniziare a fare sul serio. 
Come era successo anche con la prima baby sitter la prima volta da soli è andata benissimo, senza pianti, mentre la seconda è stata una tragedia, come se Cesare si fosse reso conto tutto insieme che effettivamente "non è un caso, ma ci devo proprio stare con questa qui!"....
Ieri infatti sono uscita di casa e si è subito disperato...ho aspettato un bel pò sotto al portone sperando che smettesse di piangere, ma dopo dieci minuti in cui i suoi singhiozzi si sentivano per tutta la strada sono tornata su e abbiamo lasciato stare. Sono stata insieme a loro, la tata è rimasta per il pranzo e poi è andata via.
Ero un pò preoccupata, anche se mi ricordavo che anche con la prima tata era successo lo stesso.
Quindi stamattina quando ci siamo svegliati, mentre eravamo ancora a letto a farci le coccole ho fatto a Cesare un bel discorso: gli ho detto che sarebbe venuta la Tata, che mi dispiaceva tanto lasciarlo ma che sarei tornata presto, e che lui si sarebbe divertito insieme a lei.
Non so se sia stato quello, ma fatto sta che non appena la Tata è arrivata Cesare è uscito dalla porta e ha preso le sue scarpette per uscire insieme a lei! Sono stati al giardino, hanno giocato sulle altalene e sullo scivolo, poi sono tornati a casa, hanno cambiato il pannolino, visto un pò di cartoni e pranzato, e quando sono tornata non ha versato nemmeno una lacrima, è venuto in braccio a me tutto felice e sorridente. 
La Tata Fotografa mi ha raccontato che è stato tranquillissimo, canticchiava e chiacchierava e le dava istruzioni su dove si trovassero le varie cose (pannolini per il cambio, bavaglino per la pappa eccetera) indicandogliele col ditino. 
Mi sono sentita così fiera di lui!!!
Spero che continueremo così in modo da arrivare pronti per settembre con la nostra nuova organizzazione familiare!
Ogni tanto ripenso all'esperienza asilo nido, che è stata così fallimentare per noi. So che adesso sarebbe diverso, perchè Cesare è molto più grande e apprezza stare con gli altri bambini, ma ancora non devo aver superato lo choc, perchè non mi viene per niente voglia di riprovarci. Magari tra un anno, quando Cesare avrà due anni, la vedrò in modo diverso, ma per adesso mi sento molto più tranquilla a saperlo a casa sua tra le sue cose, con la Tata, il nonno e il papà, con Trovatello a fargli compagnia, con i suoi ritmi ed orari. 

giovedì 4 agosto 2016

Confessione

Un altro post dedicato a me, si vede che sono in fase riflessiva....vi volevo raccontare una cosa che mi è successa qualche giorno fa, e che volutamente avevo tenuta nascosta dentro di me, fingendo con me stessa che non fosse importante..ma dato che continuo a pensarci e a ripensarci vuol dire che forse un pò di importanza ce l'ha, e quindi non c'è luogo migliore che il blog per darle il giusto spazio.
Dopo il ritorno a casa dalle vacanze mi è successo di avere dei doloretti tipici di quando stanno per arrivare le Rosse.
Era un bel pò che non li sentivo, e ho subito cominciato a pensare che forse il ciclo aveva deciso di tornare.
Poi dopo qualche giorno sono comparse delle perdite rosate, e allora mi sono detta: eccolo qua, è proprio lui.
Queste perdite però sono durate solo un giorno, non sono mai diventate sangue, e sono scomparse così come erano venute. I doloretti invece sono continuati.
Ho aspettato altri giorni, ma il ciclo non è arrivato e la mia mente non ha perso questa occasione per rivestire improvvisamente i vecchi panni tanto familiari della Cercatrice.
Ho pensato a delle perdite da impianto, contato i giorni, ascoltato i sintomi..e cercato su google. Proprio come i vecchi tempi.
Che brutta sensazione!!!
Volevo fermarmi, ma niente, la mia mente andava da sola. 
Non ho mai avuto dipendenze, non fumo, non bevo nemmeno il caffè..ma credo che chi torna a fumare la prima sigaretta dopo aver smesso da tanto tempo forse deve sentirsi un pò come mi sono sentita io in questi giorni...non volevo ma allo stesso tempo non potevo farne a meno.
Un gusto dolce amaro, questa ricaduta nella Ricerca.
Una ricaduta breve, finita con un bel test negativo, un dispiacere mio e di Carl, che avevo informato della cosa (e anche lì mille pensieri...glie lo dico? Lo faccio di nascosto per non dargli false speranze?) e solo l'amaro che rimane in bocca e nel cuore.
E quindi niente, tutto come prima.
Sarà stato un anticipo di ciclo. Sarà stato niente.
Sarà che non ne ho più parlato qui, ma in questi mesi (ormai quasi due anni) di vita senza Rosse il pensiero alla Ricerca ci è andato spesso.
E stavolta ci sono ricascata come una pera cotta.
Perciò parliamone, che così mi sento meglio.
Non avendo il ciclo, dato che allatto ancora, è molto poco probabile che io possa restare incinta.
L'ultima volta che sono andata dal Super-gine lui aveva sentenziato che qui dentro è ancora tutto "addormentato", che le ovaie si sarebbero potute risvegliare da un momento all'altro, o anche che sarei potuta rimanere senza ciclo finchè non avrei smesso definitivamente di allattare.
Da quando sono di nuovo a casa sto allattando molto di più, ovviamente, quindi di ritorno del ciclo secondo me non se ne parla proprio, o almeno non se ne parlava fino a quelle perdite che ho avuto.
E ad ogni modo ciclo o non ciclo io sono sempre Ellie, ho l'endometriosi, non posso illudermi di essere come per magia diventata una dea della fertilità.
E adesso vi dico una cosa, mi siete testimoni: che io NON voglio ricascarci.
Lo desideriamo, ci piacerebbe tantissimo dare un fratellino o una sorellina a Cesare.
Ma non voglio tornare una Cercatrice.
Sono una Mamma adesso.
Non voglio ritornare a provare quelle sensazioni, io ho già il mio bambino, che è stato un vero miracolo. Non voglio dimenticarmi nemmeno per un minuto quanto siamo stati fortunati a poter diventare genitori, non voglio che la gratitudine che provo ogni giorno sia appannata da un altro desiderio non esaudito. 
Adesso c'è Cesare, le vacanze, e poi ci sarà il nuovo lavoro, la nostra nuova vita da organizzare.
Quando smetterò di allattare e mi tornerà il ciclo ci penserò, a quel punto sarà inevitabile.
Ma adesso non c'è spazio per la Ricerca nel mio cuore, e se c'è io non voglio lasciarglielo.

sabato 30 luglio 2016

Su di me, sul lavoro, sui progetti di vita!!

La settimana scorsa è stata faticosa, un pò perchè il rientro dalle vacanze è sempre difficile, e un pò perchè come vi avevo scritto il tema "lavoro" è tornato a riaffacciarsi in modo abbastanza pressante.
Mi sono ritrovata ad avere due colloqui: uno mercoledì con una piccola ditta della mia città, e giovedì un altro, il secondo con la ditta di cui vi avevo già parlato e che mi interessava molto: ci ero già stata a giugno insieme alla mia ex-capa, ma eravamo rimasti molto sul generico, non avevamo parlato nè di stipendio nè di orario.
Ho deciso di andare determinata a entrambi i colloqui, e di fare di questa esperienza l'occasione per ottenere un miglioramento reale nella nostra vita: volevo chiedere l'orario part-time, il mio obiettivo irrinunciabile.
Del resto, come mi ha detto Carl, in questo momento posso permettermi di cercare il lavoro giusto con le condizioni giuste, perchè grazie alla mobilità ho un piccolo "stipendio" di sicurezza.
E così è stato un doppio successo!!!
Al colloquio di mercoledì , dopo un iniziale rifiuto, ho ottenuto un ok alle sei ore, e la proposta di fare qualche giorno di prova; a quello di giovedì idem: all'inizio il titolare ha storto il naso, ma di fronte alle mie spiegazioni (" Ho un bambino di un anno, ti dò la mia parola che lavorerò e renderò come se facessi otto ore, in fondo si tratta di una prova, se poi vedi che non ti vado bene puoi sempre ripensarci!") ha accettato e si è anche offerto di pagarmi un corso del programma cad che usano loro, che io non conosco. 
Entrambe le ditte non hanno fatto problemi sullo stipendio (ho presentato la mia ultima busta paga e non ho chiesto niente di più) e mi hanno chiesto disponibilità da settembre.
Insomma, mi sono ritrovata a poter scegliere tra due possibilità, entrambe part-time. 
Un vero successo!!!!!! :)
A malincuore (perchè è sempre difficile scegliere, e anche perchè nella prima ditta c'era una bella atmosfera e mi sarebbe piaciuto provare) ho scelto la seconda azienda, che si trova più lontano, ma che è una realtà più grande e più sicura, e in più ci verrà a lavorare anche la mia vecchia capa, grazie alla quale ho avuto il contatto con questo lavoro.
Dovrei iniziare il 7 settembre, e anche se ancora non c'è niente di scritto dovrebbe essere tutto confermato.
Questi sono i fatti....ma le emozioni?
Bè, mettiamola così.
L'ideale sarebbe starmene a casa col mio cucciolo, ma nel mondo reale questo per me non è possibile. Ne ho riparlato con Carl, e proprio non ce la facciamo. Quindi ho intenzione di far sì che questo lavoro sia bello, gratificante, che mi renda felice e che mi permetta di vivere serenamente anche la dimensione di mamma, che resta comunque quella fondamentale della mia vita.
L'aver ottenuto il part-time è un primo obiettivo raggiunto, il punto di partenza per costruire questo progetto.
A settembre voglio essere carica e positiva, e piena di curiosità ed entusiasmo per questa nuova avventura.
Nel frattempo c'è agosto, e anche se Carl lavorerà quasi sempre noi avremo tante cose da fare: prima di tutto l'inserimento della nuova baby sitter per Cesare (la nostra Tata purtroppo ha trovato un lavoro fisso; sono contenta per lei, anche se ci eravamo molto affezionati...adesso proviamo con la Tata Fotografa, la ragazza che avevamo contattato a gennaio e che era la nostra "seconda scelta"), poi passeremo qualche giorno con mia mamma in montagna sotto ferragosto, e l'ultima settimana del mese...un bel viaggetto tutti e tre! Abbiamo prenotato il primo biglietto aereo di Cesare, andremo in Albania a trovare mio padre e sua moglie.
Insomma, non ci annoieremo!


giovedì 21 luglio 2016

Mare, ovvero come non riposarsi ed essere felici

Eccoci di ritorno!
Dopo quasi tre settimane fuori casa siamo tornati alla base, e con un pò di fatica stiamo cercando di riabituarci alla nostra quotidianità cittadina.
Le vacanze sono andate benissimo, ci siamo divertiti, un pò abbronzati...ma sicuramente NON riposati!!!! :)
Come mi aveva pronosticato Diarista il mare con un bambino unenne è quanto di più faticoso potessimo mai immaginare...ma siamo sopravvissuti e adesso posso dire che ne è valsa la pena!!
Ecco il racconto!
Il viaggio in treno è stato piacevole: Cesare ha voluto guardare fuori dal finestrino, camminare su e giù per il corridoio, controllare più e più volte che le valigie degli altri passeggeri fossero al loro posto, leggere tre volte il libro di "Pimpa e le due lune", prendere il latte e mangiare quattro biscotti.
Per fortuna il viaggio dura solo un'ora e mezza!!!
Poi siamo stati un paio di giorni a casa da mia mamma, durante i quali abbiamo acquistato i nostri primi veri sandaletti e li abbiamo sfruttati con impegno per tutti i parchi e i giardinetti polverosi di Roma Sud.
Il venerdì ci hanno raggiunti Carl e Trovatello e siamo partiti alla volta del paesino in Campania dei genitori di mio marito, dove non eravamo mai stati con Cesare. 
Lì siamo riusciti a resistere solo due giorni: stare ospiti in una casa di parenti con figlio e cane non è il massimo, soprattutto d'estate.
Ripartiti, questa volta per fermarci definitivamente alla nostra meta: casetta al mare con giardino grande e selvaggio.
I primi giorni è stato un pò un massacro, come vi dicevo: nonostante sia Trovatello che Cesare fossero felicissimi e a loro agio in mezzo alla natura noi non riuscivamo  a fermarci un istante. Ci abbiamo messo un pò a prendere le misure e a trovare un nuovo equilibrio.
Le giornate si svolgevano grosso modo così. 
Pronti...? Via!!!
Sveglia (data da Cesare e Trovatello ormai complici in tutto...), colazione, lavaggio, passeggiata con Trovatello, partenza in macchina verso o giardinetti oppure parco naturale dove passare tutta la mattina inseguendo Cesare o facendolo giocare, ritorno durante il quale spesso Cesare si addormentava, preparazione del pranzo, mangiare noi, a quel punto Cesare si svegliava, lavaggio, mangiare lui, giochi in giardino (ovviamente nell'ora più calda, tra l'una e le due...), poi tentativi di far dormire Cesare mentre Carl crollava distrutto dopo cinque minuti, se Cesare si addormentava bene, altrimenti partenza per il mare (quindi carica la macchina per il mare, scendi sulla spiaggia, tempo di permanenza massimo due ore di pochissimo bagno e molta sabbia mangiata, risalita, ritorno). Poi doccia a Cesare, passeggiata con Trovatello, preparazione della cena, mangiare tutti, doccia noi (quando?come?), crollo di Cesare per il sonno notturno (FINALMENTE!!!) e due ore di relax tutte per noi sulle sdraio sotto il cielo stellato ascoltando i rumori della campagna e del mare in lontananza. 
Non so se ho reso l'idea.......
Per sopportare questo ritmo abbiamo mangiato una montagna di gelati, cornetti, ciambelle fritte, pizzette...ma vi assicuro che non siamo ingrassati!
A volte presi dall'entusiasmo uscivamo anche la sera, per fare due passi in paese e far scorrazzare Cesare nelle piazzette illuminate finchè non si addormentava distrutto sul passeggino (ebbene si, ho scritto passeggino.....la fascia è definitivamente andata in pensione!).
Il rapporto di Cesare col mare non è stato così entusiasmante: gli piaceva si, ma solo se l'acqua era caldina (per questo andavamo sempre di pomeriggio), e comunque il bagnetto non era mai troppo lungo. Aveva un pò paura, soprattutto delle onde sul bagnasciuga, e preferiva stare a distanza di sicurezza, dove la sabbia era calda e lui poteva mangiarsela in pace, rotolarcisi dentro come un porcellino impanato e soprattutto giocare a pallone. 
Il pallone è diventato l'ossessione della nostra vita. Non solo ne abbiamo dovuti collezionare innumerevoli di tutti i colori e di tutte le dimensioni, ma se nei dintorni c'era qualcuno che giocava dovevamo passare la giornata a correre dietro a Cesare, togliergli di mano il pallone altrui "Questo non è tuo, Cesare, è di questi ragazzi grandi, noi ne abbiamo uno verde, più bello..."  e cercare di distoglierlo dal furto. Perchè se lo voleva proprio prendere e portare via.
A parte l'amore per il pallone il nostro ometto ha fatto tante nuove scoperte ed esperienze: ha imparato a dare da mangiare a Trovatello dalla sua manina (e ovviamente a regalargli più o meno la metà del suo pasto ogni volta che ci siedevamo a tavola...), a salire sul castello dei giardinetti e fare il percorso sospeso (questo con suo padre, io stavo sotto e guardavo terrorizzata aspettandomi sempre di vederlo cadere), a bere dalla bottiglia, a mangiare i cornetti seduto al bar, ad andare sulla giostrina che gira, a raccogliere le pigne, a mangiare i sassi e la terra, a inseguire gli irrigatori dei giardini per non farsi bagnare (o per farsi bagnare), ad annaffiare le piante con il suo annaffiatoio del mare, a cercare i pesciolini nella fontana, a mimare quello che gli è successo per spiegarci come ha sbattuto allo spigolo, a prendere le chiavi della macchina e la sua borsetta per farci capire di voler uscire.
Suo padre è diventato il suo eroe, e quando è ripartito prima di noi (che lo abbiamo raggiunto due giorni dopo in treno) non ha fatto altro che ripetere tutto il giorno "Papà papà " ogni volta che vedeva una macchina nera o un motorino.
La cosa più bella è stato proprio poter passare tutto quel tempo insieme, noi quattro, facendo cose semplici ma allo stesso tempo speciali. 
Adesso che siamo tornati ci hanno accolto gli spazi stretti di casa nostra, gli Altri Nonni che non ne potevano più dalla mancanza del nipote e soprattutto i miei colloqui di lavoro, dei quali vi racconterò in un altro post.